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Febbre.

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Alcuni consigli per curare la febbre nei bambini in modo semplice e naturale:

  • innanzitutto evitate di coprire troppo il piccolo e cercate di farlo bere molto: i bambini tendono a disidratarsi più facilmente rispetto agli adulti in caso di febbre. Spazio quindi a acqua, succhi di frutta, spremute, brodo di pollo, camomilla e latte.
  • per dare sollievo al bambino potete provare a praticare delle spugnature rinfrescanti.
  • mantenete i bambini a riposo ma non necessariamente a letto: l’importante è che l’ambiente in cui si trova abbia la giusta temperatura.
  • non mostratevi nervosi o preoccupatiperché così rischiate di irritare il piccolo e piangere favorisce l’aumento della temperatura.
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Principali tappe di sviluppo del bambino 2-3 anni

I bambini si sviluppano con un ritmo individuale, e per questo non è possibile prevedere con esattezza quando acquisiranno una data capacità, ma ci sono alcune tappe generali di sviluppo.

Naturalmente se il vostro bambino ha fatto qualche passo in più o qualche passo in meno non facciamoglielo pesare…i bambini, come noi adulti, hanno i loro tempi.

Nostro compito è star loro vicini e non spingerli dove vogliamo noi.

Da 2 a 3 anni:

  • imita il comportamento degli altri, specialmente quello dei più grandi,
  • è più eccitato dalla compagnia di altri bambini,
  • dimostra una maggiore indipendenza,
  • presenta ansia da separazione al calare della sera,
  • cammina senza aiuto,
  • riesce a trasportare giocattoli anche grandi mentre cammina,
  • inizia a correre,
  • sta in piedi sulle punte,
  • calcia la palla,
  • sale e scende le scale tenendosi a un supporto,
  • inizia a discriminare per forma e colore,
  • inizia a fare giochi ‘far finta di’,
  • indica oggetti e disegni sotto richiesta,
  • riconosce nomi di persone, oggetti familiari e parti del corpo,
  • usa frasi semplici, composte da 2 a 4 parole (verso i 20 mesi),
  • ripete parole ascoltate durante una conversazione,
  • scarabocchia,
  • rovescia i contenitori per svuotarne il contenuto,
  • costruisce torri con più di quattro blocchi.
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Il gioco della lotta.

I giochi combattivi svolgono un ruolo importante nella formazione del bambino, consentendogli di mettersi alla prova, attraverso la finzione, in esperienze di confronto, di socialità, di gestione regolata dell’aggressività.

Limitarsi a inibire questi giochi, ritenendoli semplicemente “violenti” non è una buona azione educativa, è importante invece che i bambini sperimentino, a voi spetta controllare che tutto resti nei limiti del gioco e non vada oltre.

 

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Il gioco dei travestimenti.

Un gioco che piace molto ai bambini è il travestimento.

Spesso a scuola nella loro classe c’è un angolo dove ci sono alcuni vestiti, grembiuli, cappelli, cinture e loro lì perdono molto del loro tempo ad immedesimarsi in altri personaggi della loro fantasia o della loro realtà, spesso imitano la mamma, il papà, la maestra o altri loro compagni.

Anche a casa basta poco per permettere loro di far viaggiare la fantasia: pentole, tegami, padelle, cucchiai di legno per potersi immedesimare nella mamma o nel papà che cucina, contenitori vuoti di detersivo, sapone, mollette e tanto altro per far finta di fare la lavatrice, stirare, pulire, fare la doccia e qualche vestito che ormai non usate più.

Vedrete quanto poco basta perché si divertano!

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Gioca con il tuo bambino.

Giocare permette al bambino di avere il controllo della situazione e prendere decisioni in piena autonomia.

E’ molto importante per i genitori imparare a giocare con i propri figli, perchè è uno scambio affettivo ma anche conoscitivo. Attraverso il gioco si impara a conoscere i propri figli. Giocare è un’attività di svago e può comprendere leggere favole, passeggiare al parco, tutte attività che devono piacere ai bambini.

E’ importante considerare le fasi dello sviluppo del bambino e scegliere i giochi più appropriati. A grandi linee i bambini da 0 a 3 anni prediligono giochi senso-motori (manipolazioni, movimento, travasi, ecc), i bambini dai 4 ai 5 anni prediligono il gioco simbolico dove vengono utilizzati oggetti della quotidianità e si interpretano dei ruoli, i bambini dai 6 agli 8 anni preferiscono un gioco più strutturato dove ci sono regole più definite, mentre i bambini dagli 8 anni in sù avendo già appreso tutti i modi di giocare prediligono quelli che rispondono meglio al proprio carattere.

Per riuscire a giocare con i figli nel migliore modo possibile, che sia divertente per entrambi e che permetta di creare un buon legame tra genitori e figli consiglio di seguire alcune piccole regole:

  • creare un ambiente favorevole al gioco: giocattoli, tempo, spazio e libertà;
  • lasciare che i bambini possano scegliere come giocare con noi, senza interferire, a meno che non esistano pericoli;
  • non giocare coi bambini solo perchè lo si deve fare, conta la qualità non la quantità, meglio 15 minuti prima di cena ma con la voglia di stare insieme piuttosto che un’ora senza voglia, sperando di finire in fretta;
  • valorizzare il gioco scelto dal bambino anche se per noi sembra non avere senso;
  • incoraggiare il bambino per l’impegno non tanto per il risultato ottenuto;
  • essere molto pazienti dando il tempo al bambino di arrivare alla fine, senza stargli con il fiato sul collo;
  • evitare di insistere ad insegnarli come si usa un gioco se lui si sta divertendo ad utilizzarlo in altro modo, impariamo da loro ad utilizzare la fantasia ed uscire ogni tanto dagli schemi;
  • si può creare un apposito spazio in un angolo della casa da riservare ai giochi, allestendo una zona morbida con un tappetone e dei cuscini per i piccolissimi, o con un tavolino e delle sedie a misura di bimbo per quelli più grandi;
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5 regole per farti ubbidire dal tuo bambino.

L’educazione richiede regole chiare e comprensibili, ma questo non significa semplicemente dare ordini.

Imparate a comunicare le regole in modo corretto anche se per anni avete urlato ordini, se riuscirete a diventare dei genitori sicuri e calmi dopo un po’ i bambini si adatteranno e vi ubbidiranno.

Ecco allora 5 regole per cominciare:

1. Condivisione: le regole devono essere decise da entrambi i genitori e, per non creare confusione, vanno sostenute in uguale modo da mamma e papà.

2. Chiarezza: una regola deve essere comprensibile, chiara e semplice. Il bambino deve sapere cosa può fare e cosa non deve fare per la sua sicurezza, per la sua autonomia e per la socialità.

3. Adeguatezza: Il bambino deve avere regole adeguate alla sua età, ad esempio non è realistico costringere un piccolo di due anni a stare seduto e fermo in un ristorante per ore.

4. Sostenibilità: le regole impossibili disorientano. Sono da evitare, quindi, frasi del tipo: “Vai a giocare in giardino, ma non sporcarti”, “Corri, ma non sudare”. Quando i figli capiscono che i genitori non sono coerenti, perdono la fiducia nei loro confronti.

5. Ragionevolezza: dietro ogni regola ci deve essere una motivazione educativa e pedagogica utile alla crescita del bambino.